Piano di emergenza - Unità 59 - protezione civile

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Piano di emergenza

Protezione civile

Cosa è un Piano di Emergenza
La sensibilità verso le problematiche di Protezione Civile, acuitasi nel corso di questi ultimi anni, ha portato il Legislatore ad approntare una serie di norme, a carattere Nazionale e Regionale, per fronteggiare in maniera sempre più adeguata le calamità naturali e/o antropiche, assegnando un ruolo fondamentale alle Amministrazioni Comunali.
In base a queste norme, quindi, ogni Comune deve dotarsi di una pianificazione di emergenza in caso di calamità.
Il Piano comunale di Protezione Civile rappresenta lo strumento con il quale l'Amministrazione Comunale si prefigge di prevenire, se possibile, e gestire le emergenze derivanti da calamità che possono verificarsi nel territorio. Esso consente di organizzare e razionalizzare le procedure di intervento delle strutture comunali, delle aziende erogatrici dei servizi, delle altre forze del volontariato, per fornire, in caso di emergenza, una risposta adeguata, tempestiva ed efficace.
Il suo scopo principale è quindi:
- individuare i principali rischi presenti all'interno del territorio comunale
- proporre misure di prevenzione dei rischi o mitigazione dei danni da essi derivanti
- stabilire le procedure per la gestione dell'emergenza
Area di Attesa
Sono le zone di raccolta della popolazione in occasione di evacuazioni preventive o successive al verificarsi dell’evento calamitoso.
Tali aree, oltre ad avere i requisiti minimi delle tendopoli, devono inoltre prevedere:
- analisi degli scenari dei rischi, con la quale si scelgono i percorsi più sicuri in modo da evitare il passaggio nelle zone colpite dall’evento calamitoso
- analisi del tragitto, di solito pedonale, che le persone devono compiere
- secondo i possibili rischi, predisposizione di differenti aree di attesa
Si devono definire le procedure di intervento. Queste sono distinte per rischi prevedibili (alluvioni, frane, ecc.) e non prevedibili (terremoto, incidente industriale, ecc.) secondo una sequenza di codici di allertamento che prevedono:
Il Preallarme (Codice1)
L'Allarme (Codice2)
L'Emergenza (Codice3)
Area di Ricovero
Sono quelle aree, presenti in ambito comunale, in cui viene raccolta la popolazione per periodi più o meno lunghi. Si possono distinguere tre tipologie:
Strutture di accoglienza: si tratta di edifici (di proprietà pubblica o privata ) che possono accogliere un buon numero di persone; sono in genere palestre, scuole, centri sportivi, capannoni, alberghi. Alcune strutture possono essere allestite come centri di smistamento viveri o materiali di prima necessità.
Tendopoli: sono in genere aree scoperte tipo campi sportivi, parcheggi, campeggi, spiazzi aperti, ecc. scelti in base alla loro estensione superficiale, alla presenza reti tecnologiche ( idrica, elettrica e fognaria), alla facilità di collegamento con vie di comunicazione ed alla presenza di aree adiacenti per l’eventuale espansione.
Insediamenti abitativi di emergenza: si tratta in genere di campi-conteiner posizionati su aree scelte con il medesimo criterio delle tendopoli; questi campi devono essere subito posizionati e dimensionati in modo opportuno dati i loro costi. Diventano necessari quando si vuole raccogliere piccoli nuclei abitativi sparsi, senza spostarli troppo dai luoghi di residenza.
Area di Ammassamento
Si tratta generalmente di Aree previste nella pianificazione a livello provinciale; sono zone nelle quali vengono concentrati i mezzi, i materiali e il personale necessario per le attività di soccorso (colonne mobili). I siti devono possedere gli stessi requisiti delle aree per tendopoli ma con dimensioni e disponibilità più estese.


 
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